un transistor, un diodo e un'induttanza, oltre ad un circuito elettronico esterno col compito di commutare il transistor in on-off, operazione che viene svolta generalmente con una frequenza dell'ordine delle decine di kHz.
4) Il circuito step up utilizza gli stessi componenti dello step down disposti diversamente, come mostrato in figura. Anche questo circuito funziona grazie al principio di continuità della corrente nei circuiti magnetici e alla rapida commutazione del transistor, con l'unica differenza che in questo caso la corrente, essendo erogata attraverso il diodo nel semiperiodo in cui il transistor è spento, sarà minore della corrente assorbita dal primario e di conseguenza, per la formula V1I1=V2I2, la tensione V2 = V1/(1- αc) sarà più alta di V1. Anche in questo caso, se α > αc il valore medio della corrente aumenterà, in caso contrario diminuirà.
ui carica sia il condensatore C2 che l'induttanza L. Invece, quando il transistor è posto in interdizione, la corrente accumulata nel circuito magnetico del trasformatore viene scaricata attraverso il terzo avvolgimento e il diodo D3 in modo da evitare pericolosi picchi di tensione, mentre l'induttanza L continua a mantenere una corrente, seppur calante, nel condensatore C2. Perchè la prima condizione sia sempre verificata, è necessario che Ton < Toff, e quindi che α<0,5. E' necessario inoltre che un circuito di regolazione impedisca la carica illimitata di C2, che potrebbe danneggiare il condensatore stesso e tutto il circuito.
transistor, altrettanti diodi e un trasformatore, al cui secondario è applicato il carico. Anche questo circuito funziona variando opportunamente le polarizzazioni dei transistor con un opportuno circuito elettronico di controllo, che lavorerà alla frequenza dell'onda sinusoidale che si vuole ottenere in uscita. Durante il primo semiperiodo attraverso i transistor T1 e T4 posti in conduzione viene applicata una tensione positiva al primario del trasformatore attraverso cui scorre una corrente crescente fino al momento in cui, dopo una pausa di alcuni microsecondi in cui tutti i transistor sono in interdizione, vengono posti in conduzione i transistor T2 e T3, che fanno sì che al trasformatore e quindi al carico venga applicata una tensione opposta alla precedente con una corrente che decresce fino al valore massimo raggiunto alla fine del primo semiperiodo.

Enrico M. - Luca T.
Circuiti Switching
La trasformazione dell’energia elettrica in corrente continua, da un livello di tensione ad un altro, è possibile mediante l’utilizzo dei convertitori di tipo DC/DC.
I convertitori DC/DC possono essere provvisti di una trasformatore oppure esserne sprovvisti.
Tra i convertitori senza trasformatore possiamo considerare tre schemi differenti:
Al contrario nei convertitori che possiedono un trasformatore, possiamo rintracciare due distinte categorie:
La conversione di una tensione continua in una tensione alternata è solitamente effettuata per mezzo dell’inverter. Anche in questo caso il dispositivo sopraccitato può essere di due tipi: monofase e trifase.
Schema di Principio dell’inverter monofase:

Schema di principio dell’inverter trifase:

1) Come possiamo aumentare il livello di una tensione?
2) Quali sono i diversi schemi dei circuiti switching senza trasformatore?
3) Quali sono i diversi schemi dei circuiti switching con trasformatore?
4) Spiega lo Step Down
5) Spiega lo Step Up
6) Spiega il funzionamento dei Bidirezionali
7) Descrivi lo schema Flyback
8) Come funziona in Forward
9) Fai un esempio di inverter monofase
10) Fai un esempio di inverter trifase
Domande motori step:
1. Logica di pilotaggio dei motori step e caratteristiche?
2. Cos’ è il pilotaggio bipolare ?
3. Cos’ è il pilotaggio unipolare ?
4. Schema di pilotaggio del motore unipolare?
5. Cos ‘è la frequenza di passo del motore step?
6. Quanto vale la velocità angolare del motore ?
7. Com’è definita la durata di un ciclo?
8. Come è fatto un motore unipolare?
9. Come è fatto un motore bipolare?
10. Che differenza c’è tra i due motori?
Risposte alle domande sui motori step:
1-I circuiti di pilotaggio del motore step ricevono comandi a livello logico che definiscono la sequenza delle configurazioni e forniscono alle bobine del motore le stesse configurazioni con potenza adeguata.
Il motore passo passo ha una serie di caratteristiche interessanti:
* E' possibile realizzare azionamenti di precisione controllati da computer in catena aperta, cioè senza utilizzare sensori di posizione o di velocità. I circuiti possono essere relativamente semplici sia dal punto di vista realizzativo che progettuale e non è richiesta particolare potenza di calcolo al controllore
* Hanno un'elevata robustezza meccanica ed elettrica: infatti non esistono contatti elettrici striscianti e, se necessario, possono essere realizzati anche in esecuzione completamente stagna
* E' facile far compiere all'albero piccole rotazioni angolari arbitrarie in ambedue i versi e bloccarlo in una determinata posizione
* La velocità di rotazione può essere molto bassa anche senza l'uso di riduttori meccanici
Ovviamente hanno anche difetti:
* Richiedono sempre circuiti elettronici per il pilotaggio cioè non possono essere alimentati direttamente da una batteria o un trasformatore
* Hanno un funzionamento a scatti e e spesso producono forti vibrazioni, soprattutto ai bassi regimi di rotazione e quanto si adottano le tecniche di pilotaggio più semplici
* Il loro rendimento energetico è basso e, in genere, la coppia, la velocità e di conseguenza la potenza meccanica sono piccole
* Hanno un costo elevato, relativamente ad altri tipi di motore con analoghe prestazioni
* Raggiungono velocità di rotazione non particolarmente elevate
2-Per pilotaggio bipolare sono necessari quattro transitori per fase, dimensionati per condurre la corrente di fase e sostenere la tensione di alimentazione.
3-Per pilotaggio unipolare sono necessari due transitori per fase dimensionati per condurre la corrente di fase e sostenere una tensione tripla della tensione di alimentazione.
4-

Qui sopra ho rappresentato lo schema del collegamento elettrico di un motore unipolare; nel caso rappresentato ho usato un motore a 6 fili ma se fossero solo cinque, semplicemente significa che la connessione che nello schema ho fatto esternamente in corrispondenza della tensione di alimentazione è interna al motore. Se fossero otto significa che esce una coppia di fili per ciascuna fase e che quindi tutti i collegamenti devo essere effettuati esternamente.
Senza alimentazione il motore ruota liberamente anche se, provando a far girare l'albero a mano, si nota un certo funzionamento a scatti.
Facendo passare corrente in una sola delle fasi il motore rimane bloccato in una posizione di equilibrio: in questo modo il motore offre una notevole coppia che si oppone a qualunque spostamento. La rotazione è ottenuta cambiando in opportuna sequenza la fase (o le fasi) a cui la corrente è applica; la corrente che deve attraversare una fase è costante sia in modulo che in verso e viene indicata come corrente nominale. In genere è indicata sul contenitore del motore; in alternativa possiamo trovare indicata la resistenza degli avvolgimenti e la tensione di alimentazione.
5-La frequenza di passo rappresenta il numero di passi eseguiti in un secondo e si misura in step/secondo.
FORMULA: fp=1/Tp
6-La velocita angolare di motore a passo è ottenuta variando il tempo di passo Tp secondo la relazione ω=2π*fp/s =2π/Tp*s
dove s è il numero di passi al giro ed fp/s il numero di giri al secondo
7-Si definisce durata di un ciclo Tc il tempo necessario a compiere l'intera sequenza delle configurazioni
Tc =Z*Tp
8-Il motore unipolare ha due bobine per fase accoppiate. le due bobine vengono alimentate alternativamente con una corrente unidirezionale
9-Il motore bipolare ha una bobina per fase.Ciascuna bobina viene alimentata nei due sensi per mezzo di un circuito ponte.
10-Nel motore bipolare lavora tutto il rame della bobina mentre nell'unipolare ciascuna configurazione impegna solamente la metà del rame. A parità di coppia il motore unipolare dissipa una quantità di calore doppia.A parità di calore dissipato, la coppia risulta il 70% di quella bipolare.



Alessandro L, Fabrizio E.
I MOTORI STEP
Il simbolo del motore passo passo ricorda l'esempio: i terminali A+A- alimentano i solenoidi verticali, mentre B+B- alimentano quelli orizzontali. Questi motori si chiamano bipolari, perchè per pilotarli bisogna invertire la polarità delle tensioni ai loro capi.
I motori bipolari si riconoscono perchè hanno 4 fili.
Con un tester possiamo separare l'avvolgimento A da quello B verificando la continuità elettrica.
Non è importante sapere quale filo sia il + e quale il -, invertendoli il motore funziona ugualmente anche se gira al contrario.

Dove vengono utilizzati:
I motori step vengono utilizzati in tutte le applicazioni dove sono richiesti posizionamenti veloci e precisi: ad esempio nella robotica, nelle stamanti e macchine per scrivere, nelle autovetture più recenti ed in numerosi altri automatismi. Per questa ragione, hanno una diffusione vastissima.
I motori step posseggono la caratteristica di compiere, ad ogni comando, una ben precisa rotazione angolare, detta Passo.

Come funzionano:
I motori passo-passo sono motori che, a differenza di tutti gli altri, hanno come scopo quello di mantenere fermo l'albero in una posizione di equilibrio: se alimentati si limitano infatti a bloccarsi in una ben precisa posizione angolare.
Solo indirettamente è possibile ottenerne la rotazione: occorre inviare al motore una serie di impulsi di corrente, secondo un'opportuna sequenza, in modo tale da far spostare, per scatti successivi, la posizione di equilibrio.
È così possibile far ruotare l'albero nella posizione e alla velocità voluta semplicemente contando gli impulsi ed impostando la loro frequenza, visto che le posizioni di equilibrio dell'albero sono determinate meccanicamente con estrema precisione
Coppia di mantenimento:
La coppia di mantenimento( Holding Torque, H.T.) si misura alimentando il motore a DC in una data configurazione. Essa rappresenta la massima coppia che il motore può sviluppare in condizioni statiche. Essa può essere definita con una sola fase eccitata, o con due fasi eccitate contemporaneamente. Nel secondo caso, a parità di corrente per fase, ed in assenza di saturazione, la coppia di mantenimento viene moltiplicata per √2.
Coppia Residua:
La coppia residua( Detent Torque, D.T.) viene misurata come la H.T. ma senza alcuna corrente nelle bobine. Essa è normalmente compresa tra il 5% e il 20% dell’ H.T.
Il valore di componente continua della D.T. fornisce la coppia di attrito nel motore.
I cambi di velocità:
Il motore passo-passo soffre di diversi problemi nel momento in cui viene effettuato il cambio di velocità, a causa del suo principio di funzionamento che lo fa assomigliare ad un motore sincrono.
Infatti tutti i dispositivi meccanici, a causa dell'inerzia, non possono subire accelerazioni troppo brusche. Un classico motore elettrico reagisce alla richiesta di improvviso aumento di velocità con un momentaneo aumento dell'assorbimento di corrente ed un graduale e relativamente lento aumento di velocità. Nel momento in cui improvvisamente cambia la frequenza in ingresso al dispositivo di pilotaggio del motore passo-passo, lo stepper tenta di adeguarsi (quasi) istantaneamente alla nuova velocità: se la coppia disponibile è sufficiente vi è una brusca accelerazione, praticamente istantanea; se la coppia non basta a vincere l'inerzia e gli attriti, semplicemente il motore si ferma e, senza un intervento esterno, non è più in grado di ripartire: si dice che il motore "ha perso il passo".
Questo comportamento deriva dal fatto che la velocità del motore è rigidamente controllata dall'elettronica e che la corrente assorbita è fissa e praticamente indipendente dalla coppia meccanica resistente.
Una simile reazione vi è anche nel caso di applicazione di una improvvisa coppia resistente al motore già in moto. Un motore DC, per esempio, semplicemente rallenta per adeguarsi alla nuova situazione ed aumenta l'assorbimento di corrente. Uno stepper invece non può rallentare: se la coppia resistente è relativamente piccola, la velocità non cambia assolutamente; se la coppia è troppo grande, il motore perde il passo e si ferma.
Questo comportamento è descritto dal seguente grafico con il legame tra coppia e velocità.

Una curva identifica l'area, disegnata in verde, entro cui il motore può subire cambi di velocità e inversioni di marcia senza precauzioni particolari: è sufficiente cambiare la frequenza con cui sono applicate le correnti alle fasi. E' in genere indicata come curva di pull-in
La zona indicata in rosso e chiamata slew-range può essere attraversata solo a condizione di evitare bruschi cambiamenti di velocità. Il cambiamento di frequenza deve quindi essere continuo e tanto più lento quanto più ci si allontana dalla curva di pull-in.
La curva di pull-out indica quale è la massima coppia resistente che può essere applicata al motore in rotazione ad una data velocità costante senza causare il blocco. In pratica rappresenta le massime prestazioni del motore.
Il grafico rappresentato dipende non solo dal motore ma anche dai dispositivi meccanici ad esso collegati (un aumento del momento di inerzia del carico causa un restringimento dell'area di pull-in) e dal tipo di pilotaggio (una migliore gestione delle correnti aumenta entrambe le curve, soprattutto alle velocità più elevate).
Nella pratica la documentazione relativa a tali curve non è sempre disponibile per lo specifico motore in uso ma possono servire come riferimento nel progetto del software di controllo del motore: per esempio è opportuno accelerare il motore con una rampa al fine di portalo alle velocità più elevate.
In applicazioni critiche è possibile utilizzare un sensore di velocità per riconoscere l'eventuale blocco del motore ma più spesso si preferisce ignorare il problema ed, eventualmente, abbondare un poco nel dimensionamento del motore.
La risonanza
Nel grafico precedente il legame tra coppia e velocità è rappresentato da una curva sostanzialmente regolare. Nella realtà tale curva è invece molto frastagliata: il grafico seguente è relativo ad un particolare modello commerciale ed illustra l'andamento della curva di pull-out in assenza di carico e con un pilotaggio a passo intero e a mezzo passo.

Si noti come, soprattutto nel funzionamento a passo intero, la coppia subisca marcate diminuzioni in corrispondenza di frequenze medio-basse; in particolare possono essere presenti alcuni punti in cui la coppia subisce una diminuzione tale che il motore, spontaneamente, si ferma.
Queste velocità vengono chiamate frequenze di risonanza anche se alcuni autori ritengono il termine errato, forse perché vogliono sottolineare il fatto che non si tratta di un fenomeno elettrico ma meccanico.
Purtroppo tali punti non sono facilmente prevedibili in quanto dipendono dal motore, dal tipo di pilotaggio e dal carico; inoltre si presentano in modo del tutto imprevisto: è per esempio possibile avere motori che funzionano perfettamente per qualunque velocità da 0 a 60 e da 70 a 1000 giri al minuto ma che a 65 giri al minuto si bloccano…
In genere un sintomo dell'avvicinarsi della risonanza è il rumore forte ed irregolare che il motore emette, chiaramente diverso dal fischio piuttosto continuo che emette in condizioni di normale funzionamento.
I vantaggi dei motori step:
E' possibile realizzare azionamenti di precisione controllati da computer in catena aperta, cioè senza utilizzare sensori di posizione o di velocità sono quindi utilizzabili con relativa semplicità e senza richiedere particolare potenza di calcolo.
Hanno un'elevata robustezza meccanica ed elettrica: infatti non esistono contatti elettrici striscianti e, se necessario, possono essere realizzati anche in esecuzione completamente stagna.
E' facile far compiere all'albero piccole rotazioni angolari arbitrarie in ambedue i versi e bloccarlo in una determinata posizione.
La velocità di rotazione può essere molto bassa anche senza l'uso di riduttori meccanici.
I Difetti dei motori step:
Richiedono sempre circuiti elettronici per il pilotaggio, in genere di tipo digitale.
Hanno un funzionano a scatti e con forti vibrazioni, soprattutto ai bassi regimi e se si adottano le tecniche di pilotaggio più semplici.
Il loro rendimento energetico è basso e, in genere, la potenza meccanica è piccola.
Hanno un costo elevato, relativamente ad altri tipi di motore con analoghe prestazioni.
Difficilmente raggiungono velocità di rotazione elevate
Davide C. Jean Emmanuel A. Amedeo L. M.
RELAZIONE DI ELETTROTECNICA:
Il Motore Brushless
Il motore brushless è un motore elettrico che viene alimentato con tensione continua e differisce dagli altri motori elettrici a corrente continua in quanto, come ci viene suggerito dal nome, è privo di spazzole ( in Inglese Brush ) e non presenta nemmeno il collettore.
Come gli altri motori elettrici, anche quest’ultimo si basa su fenomeni di tipo induttivo gestiti tramite dei circuiti esterni allo stesso.
Per poter descrivere questo tipo di motore è necessario distinguere tra quelli bifase di cui si parla in seguito e quelli trifase che differiscono per alcuni aspetti secondari.
Considerando un motore brushless monofase possiamo localizzare sulla parte dello statore le induttanze che esercitano i loro effetti elettromagnetici sul rotore costituito da un magnete permanete e opportunamente fissato all’albero motore come si può notare nello schema che segue:

Inoltre, in un motore brushless possiamo notare degli ulteriori sensori, costituiti da materiali semiconduttori, che hanno il compito di determinare la posizione del rotore e di invertire le correnti all’interno delle bobine al fine di ottenere valori di coppia e di potenza ottimali per ogni istante in cui il motore è in funzione.
Malgrado alcuni svantaggi rispetto ad altri tipi di motori elettrici, in determinate situazioni è preferibile se non indispensabile l’utilizzo di questa categoria di motori piuttosto che i motori elettrici convenzionali ( con spazzole e collettore ) che causano inconvenienti quali:
Eventuali radiodisturbi causati dallo scintillio delle spazzole che si diffondono nell’ambiente circostante causando gravi interferenze
Frequente richiesta di manutenzione dei corpi in movimento che si consumano per il contatto e talvolta non possono essere sostituiti
Usura del collettore che peggiora il contatto e diminuisce la resa del motore ( in macchinari di dimensioni ridotte corrisponde alla fine dell’utilizzo dell’apparecchiatura mentre i macchinari industriali di dimensione maggiore richiedono una nuova tornitura del collettore)
Creazione di polveri a causa dell’ossidazione dei contatti che possono provocare malfunzionamenti
Nel motore brushless, come in quello a collettore, la coppia è inversamente proporzionale all’aumento della velocità di rotazione siccome a causa dei ritardi dovuti alle induttanze, esse non riescono a raggiungere il valore massimo di tensione nel ridotto tempo che intercorre tra le inversioni di corrente delle fasi.



| Compiti in classe secondo quadrimestre Un compito in classe, una relazione, un lavoro diverso o un gioco per testare la maturità? Ultimi compiti in classe: come ravvivare l'interesse per una materia quale l'elettrotecnica per i futuri periti in elettronica? E come farlo nelle due classi, 3 e 4 Ele? Dopo qualche piccola preparazione utilizzata per i lavori delle vacanze natalizie e invernali si è discusso con le classi, più in quarta che in terza, della metodologia da utilizzare. Io assegno degli argomenti, gli allievi li studiano, si pongono delle domande, una dozzina; verifichiamo insieme se sono complete, quindi gli allievi rispondono alle domande, stampano il lavoro finito e lo pubblicano sul blog di classe 3 Ele e 4Ele e sul vecchio portale della nostra scuola. A questo punto il compito è terminato e si possono effettuare le seguenti valutazioni: Bontà e qualità delle domande Bontà e qualità delle pubblicazioni sul blog Bontà e qualità delle pubblicazioni sul portale Completezza nell'insieme del lavoro scritto. A questo punto ogni allievo relaziona per la parte sviluppata nel suo compito in classe alla classe, io intervengo molto poco, la classe pone domande e gli allievi stessi rispondono in modo coerente ed esaustivo; questo quadro porteà ad un ottimo voto anche per l'orale. Questa la traccia per la classe Quarta con argomento le macchine elettriche; per la classe Terza si limita questo lavoro alle parti riguardanti le curve periodiche, alternate e i numeri complessi. |
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